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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
Da ex dipendente e attuale freelance, negli ultimi mesi mi sono reso conto sempre di più quanto sia difficile per un designer o aspirante tale, entrare nell'ottica di dipendere da una società.
Non posso parlare per chi si occupa di fashion , industrial design ma solo di rgaphic design o web design...ma mi sembra che il ragionamento sia analogo.
La figura del designer (ricordo per chi non lo sapesse che non significa disegnatore ma progettista) è fortemente individuale e individualistica, oltre che a volte un po' egocentrica. Le scelte progettuali infatti spesso trascendono la tecnica e l'insegnamenti e rientrano nel territorio della soggettività, il designer ne porta con sè quindi oneri e onori.
Ricordo un anedotto di un amico type designer:circa un anno fa mi raccontò che durante un workshop una ragazza che lavorava da sola produsse più materiale di un team di 2 o 3 persone.
Un evidente caso di conflitto decisionale tra progettisti.
Immaginate quale possa essere il conflitto tra uno o più responsabili marketing e un designer neoassunto!
Il quale deve seguire direttive dettate da
un capo la cui sensibilità e gusto estetico spesso è pari a quella di un brontosauro...
Diversamente potrebbe essere il rapporto tra un designer libero professionista e un cliente dalla mentalità aperta.
Ecco, vedrei bene anche una piccola società di designer ma con grande affiatamento interno.
A tal proposito ho aperto anche un sondaggio.
Cosa ne pensate? il designer è una professione che si coniuga meglio con l'autonomia lavorativa o con l'essere dipendente? o entrambi? perchè?
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