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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
Ho scaricato proprio oggi, fresca fresca la nuova release di Firefox 3...molto rapida, finalmente! Più di quel che mi aspettassi. Non mi andava di dedicare una discussione a questa notizia, però, immaginando le migliaia che sarebbero nate in questi giorni... MA mentre visitavo il sito di typophile, ho incontrato una notizia ancora più interessante e particolare, di Ralf Herrmann, tutto partiva dal suo blog. Ralf commenta positivamente il fatto che finalmente Firefox supporta le Opentype features, quindi dovrebbe ad esempio mostrare le legature e migliorare la gestione della crenatura. Effettivamente il supporto della legatura da un risvolto più elegante alla tipografia, che non può che avvicinare il design per il web alla stampa classica. Peccato che però il supporto legature sia presente solo per le legature standard, non per quelle contestuali e facoltative. In ogni caso è un passo mentale, più che tecnologico, in avanti al fine di ampliare ed aprie il più possibile la cultura tipografica al web e viceversa. Allego una serie di confronti tra i vari browser nella visualizzazione di legature standard con il font Adobe Caslon Pro a corpo 60px, l'unico che supportata è appunto FF3.
 



Da ex dipendente e attuale freelance, negli ultimi mesi mi sono reso conto sempre di più quanto sia difficile per un designer o aspirante tale, entrare nell'ottica di dipendere da una società.
Non posso parlare per chi si occupa di fashion , industrial design ma solo di rgaphic design o web design...ma mi sembra che il ragionamento sia analogo.
La figura del designer (ricordo per chi non lo sapesse che non significa disegnatore ma progettista) è fortemente individuale e individualistica, oltre che a volte un po' egocentrica. Le scelte progettuali infatti spesso trascendono la tecnica e l'insegnamenti e rientrano nel territorio della soggettività, il designer ne porta con sè quindi oneri e onori.
Ricordo un anedotto di un amico type designer:circa un anno fa mi raccontò che durante un workshop una ragazza che lavorava da sola produsse più materiale di un team di 2 o 3 persone.
Un evidente caso di conflitto decisionale tra progettisti.
Immaginate quale possa essere il conflitto tra uno o più responsabili marketing e un designer neoassunto!
Il quale deve seguire direttive dettate da
un capo la cui sensibilità e gusto estetico spesso è pari a quella di un brontosauro...
Diversamente potrebbe essere il rapporto tra un designer libero professionista e un cliente dalla mentalità aperta.
Ecco, vedrei bene anche una piccola società di designer ma con grande affiatamento interno.
A tal proposito ho aperto anche un sondaggio.
Cosa ne pensate? il designer è una professione che si coniuga meglio con l'autonomia lavorativa o con l'essere dipendente? o entrambi? perchè?
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